17 agosto 2014

Domenico Manzione, sottosegr. dell’Interno

Il mio amico Chet. Storia del processo a Chet Baker

In magistratura dal 1983, ha esercitato le funzioni di Sostituto presso la procura di Monza, di Lucca, e, in applicazione, presso la procura distrettuale e generale di Firenze. È stato addetto all’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia dal 1999 al 2001 partecipando a numerose commissioni di studio per la riforma del codice processuale e penale sostanziale, nonché a gruppi di lavoro preparatori della legislazione UE.
Nel 2009 è stato nominato procuratore della Repubblica di Alba. Nel 2012 è stato designato dal CSM quale componente del comitato direttivo della Scuola superiore della Magistratura.
Il 2 maggio 2013 viene nominato Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno sotto il Ministro Angelino Alfano nel Governo Letta. Nel mese di settembre chiarisce di essere stato nominato da Enrico Letta dietro indicazione di Matteo Renzi, basata su ragioni di conoscenza, di affetto, di amicizia e di stima personale e confermato nel governo Renzi.
È autore di numerosi saggi tecnici, anche a carattere monografico, e condirettore della rivista La legislazione penale. Per Pacini Fazzi ha pubblicato due romanzi: Lost Dog; Il mio amico Chet. Storia un po’ vera un po’ no del processo a Chet Baker.
Musicista dal volto d’angelo ma dalla vita turbolenta, soprattutto a causa dei suoi famigerati problemi di droga, Chet Baker arrivò in Toscana alla metà degli anni ’50. A Lucca era ospite fisso all’Hotel Universo, camera n. 15 dove, seduto sul davanzale della finestra, spesso suonava la tromba, e in Versilia i suoi fan lo seguivano alla Bussola di Focette e al vicino Bussolotto, l’afterhours dove tiravano tardi al suono di fantastiche jam session. Ma impresso nella memoria collettiva di tutti i lucchesi, è senz’altro il periodo della sua detenzione nel carcere di San Giorgio dove scontò ben sedici mesi di reclusione. Nemmeno qui, tuttavia, cessò la passione di Baker per la musica e per il suo strumento, la tromba: quotidianamente una piccola folla riunita sulle mura di fronte al carcere, poteva emozionarsi sulle note del grande Chet che si liberavano dalle finestre della prigione. Questo libro ripercorre la lunga e complessa vicenda.

Redazione
1 agosto 2014