21 agosto 2012

Francesca Strufaldi

Per una vita

Martedì 21 agosto l’autrice Francesca Strufaldi interverrà al teatro di Verzura per presentare il libro “Per una vita”
Una prefazione del libro di Paola Panelli:

Maturità 2009: gli studenti stanno affrontando la prima prova scritta di italiano. Tra le tracce spicca come un fulmine a ciel sereno “Innamoramento e amore”. Sei ore per svolgere l’elaborato. Possono essere un’eternità per chi conosce profondamente il significato di quelle parole. E perdersi nei ricordi è un attimo.
Inizia così il lungo flashback della protagonista che ripercorre con la mente gli ultimi mesi della propria vita, la sua storia d’amore, un amore che è l’incontro fra due generazioni, due mondi diversi che si incrociano: Debora, lucchese, studentessa diciannovenne al suo ultimo anno di liceo e Antonio, laureato in filosofia, trentatreenne, divorziato, padre di famiglia che vive a Firenze. Alba e tramonto: con queste immagini i due protagonisti si presentano all’inizio del romanzo, mentre intrecciano un fitto gioco di lettere regalandosi emozioni e tasselli delle loro vite. L’immagine di un sole “leggero, prepotente e dolce” che balena così davanti, all’improvviso e risplende alto nel cielo e l’immagine di un tramonto che “ovunque si dipinge di sfumature che ti entrano dentro”, l’arancione che degrada nel rosso “mentre il blu della notte ti sta già avvolgendo”. Due luci bellissime, intense, ma diverse, inversamente proporzionali nella loro tonalità.
Debora e Antonio. Il caso li fa incontrare ad una conferenza, la consapevolezza di vivere una storia unica e importante li fa andare avanti tra mille difficoltà di cui non sempre i protagonisti si rendono conto: perché c’è l’amore. Ma può bastare, da solo, l’amore, a dare un senso alla vita, a centralizzare tutte le altre esperienze, a diventare l’unica ragione di esistere?
“Quell’uomo mi parlava della sua vita. Una vita in cui voleva farmi entrare. Preparata”. Ma a diciannove anni si è veramente preparati ad affrontare una situazione inusuale, a ricoprire ruoli che ancora non fanno parte di noi, o bisogna prima “capire come funzionano le cose” e farlo a proprie spese? Ed a trentatré anni, con un divorzio alle spalle, una sofferenza d’amore, il fallimento di un percorso, si è davvero maturi per accogliere un’altra persona nella propria vita, per condividere un progetto comune, pur nel rispetto delle reciproche individualità? Oppure si rischia di scivolare nell’amore dell’out out, che ti impone una scelta tra il te o il me, tra il sempre o il mai, tra il tutto o il niente?
A fianco della protagonista la storia di un legame ancora più profondo: quello dell’amicizia con Anna, Rossella e Margherita, con le quali Debora condivide sia le esperienze importanti, quelle che segnano, quelle che cambiano le persone, sia la quotidianità più spicciola, fatta di appuntamenti fissi, di locali consueti, di gesti ripetuti che danno sicurezza. Ma può resistere una grande amicizia a un grande amore? Sono sentimenti complementari o sono in competizione tra di loro?
“Ti stai perdendo. Debora, e nemmeno te ne accorgi. Non è il primo impegno che salti. Hai delle amiche… hai una vita tua”. Una grande amicizia messa a dura prova: come ne usciranno le protagoniste?
Il romanzo è la fotografia di una gioventù diversa dai cliché a cui siamo abituati, sicuramente in crisi, quasi alla deriva, ma sana, che orgogliosamente sta lottando da sola per dare un senso alla propria vita, che vuole riscoprire o rifondare i valori veri da cui ripartire per costruire il proprio futuro. È una gioventù che cerca il cambiamento e lo cerca anche attraverso l’amore. Ma l’importante è “che il cambiamento sia costruttivo”.
Francesca ci racconta questa storia con uno stile più disteso e pacato, le immagini e le riflessioni prendono il posto della sensazione immediata, della parola scarna, della frase breve ed incisiva a cui ci ha abituato nelle precedenti pubblicazioni.
La filosofia e la musica, rilette in modo assolutamente originale, fanno da colonna sonora a tutta la vicenda, la percorrono

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trasversalmente, si fondono con i pensieri, diventano stralci di esperienza condivisa, riscoprono la loro anima più profonda.
Il lettore non può non riconoscere in questo romanzo un frammento che gli appartiene, perché Francesca è questo che fa: racconta la vita, semplicemente.

Redazione
9 gennaio 2012